Peter Pan

Un’ombra senza nome né rispetto
morde nell’ombra, parla senza viso,
usa la lingua
per consumare il mio ultimo sorriso.
Il suo veleno scivola leggero,
malevolo e perfido nel vento,
ma la ferita vera, il colpo nero,
me lo sono inferto io da solo dentro.
Sono stanca di parlare,
difendermi, reagire e
dire va tutto bene
quando bene non va.
Ho battuto la mano sulla testa,
facendo il gioco di chi mi voleva piegato,
trasformando la sua parola disonesta
nel mio personale carnefice spietato.
Ora basta. Resti il suo veleno
a marcire nella bocca che lo crea.
Lascio cadere il braccio,
respiro pieno, veleggio a vista.
Il suo disprezzo non è più la mia marea.
Anelo pace vera e forte.
Voglio essere madre
nell’isola dell’Amore.
Peter Pan sorvola
i nostri capi e scompiglia
i capelli al vento
nel battito del tuo nome.
Poesia inedita di Tiziana Celano.
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