La pioggia d’estate
- Tiziana Celano

- 17 lug
- Tempo di lettura: 1 min
Scende improvvisa,
la pioggia in estate:
come bracciate nell’acqua marina,
come risate,
a passo di movida
e urla di ragazzi sfatti che rientrano
dalle serate bruciate.
Sulle strade, sui turisti,
sul petto della terra.
Porta un profumo antico,
di polvere e di foglie, di pino silvestre,
la calura afferra.
Porta la malinconia dell’autunno, stanco
di ricominciare, di impacchettare, riassettare e mettere a posto.
A posto, poi… ma quale posto?
La pioggia d’estate,
sul mio vestito a righe
colorato, ha
la forza di un bacio che pretende e dà;
lava via l’attesa dalla sabbia bianca
e veste ogni balcone.
Dietro la mia ultima vetrata
il mondo si fa muto.
È sospiro perduto,
prima che il sole ritorni sul sentiero.
Attendo la pioggia
per spingermi tra le onde,
per motivarmi ancora all’azzurro sorriso.
“La pioggia d’estate è un incontro inatteso con ciò che siamo: interrompe la corsa, restituisce il silenzio e lascia che siano i sensi a raccontare ciò che le parole, da sole, non riescono a dire.”
— Tiziana Celano
© Copyright Tiziana Celano. Tutti i diritti riservati.




Commenti